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Nella stampa il materico può fare la differenza?

Nella stampa il materico può fare la differenza?

Per me sì.
Chi mi conosce o ha avuto modo di utilizzare i miei servigi lo sa. Adoro il web, l’ambiente virtuale e le loro infinite potenzialità certo, ma credo anche che uno strumento di comunicazione tradizionale, che puoi tenere tra le mani, sfogliare e annusare – a patto che sia realizzato come si deve – può venire ricordato e colpire molto il destinatario.
Perchè tutto ciò che è fatto con cura si nota ed è meritevole di apprezzamento.

Per quanto mi riguarda lavorare con i materiali, i trattamenti superficiali e in particolare il materico rappresenta la vera frontiera della stampa da oltrepassare per donare agli strumenti di comunicazione stampati quel qualcosa in più che gli permette di diventare dei veri e propri “classici” d’impareggiabile eleganza e raffinatezza, pur avendo dei contenuti creativi ed originali e una capacità di racconto senza eguali.

Caratteristiche che devono essere ben chiare nella mente dell’ideatore, del creativo fin dall’inizio se si vuole ottenere un risultato di nota.

Questa settimana sono stata a Milano per un aggiornamento ed ho imparato due tecniche nuove molto interessanti che credo utilizzerò appena mi si presenterà l’occasione. Le applicazioni di queste due tecniche nuove le ho viste su etichette di vino pregiato, ma va da sé che potrebbero essere utilizzate in numerosi ambiti.

La prima etichetta (quella che vedete sopra) è frutto di una fustellatura particolare che consente di stampare tre starti di carte differenti e di applicarle una sopra l’altra (evidenti alla vista e anche al tatto). L’effetto è davvero pregevole. In questo caso l’etichetta è stata realizzata per rappresentare graficamente gli strati di pietra bianca sui quali i vitigni che producono questo particolare vino pugliese nascono e crescono. Un’idea che ho gradito perchè contestualizza con raffinata eleganza e minimale sobrietà una caratteristica fondamentale per la produzione di questa bottiglia di vino D.O.C..

La seconda etichetta (quella che vedete sotto) illustra le proprietà di un vino siciliano quotato, i cui vitigni sono esattamente ai piedi dell’Etna. Si tratta di vitigni che nascono e traggono nutrimento da una terra tufica, particolarmente fertile e capace di regalare proprietà organolettiche molto interessanti al vino. Bene, la semplicità quasi spartana di questa etichetta racchiude un elemento prezioso capace ancora una volta di rappresentare egregiamente il territorio: la colorazione con cui è stato disegnato il vulcano altro non è che la vera polvere della lava del vulcano stesso.

Due idee molto efficaci che raccontano il prodotto attraverso il territorio stesso che rende così peculiari le sue caratteristiche qualitative e di distinzione nel mercato.

 

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